Fraternità cristiana e i provvedimenti della Lega: la grande contraddizione di Telgate
Riprendo con interesse il messaggio che il Vescovo di Bergamo ha consegnato alla comunità telgatese il 17 gennaio scorso in occasione della Giornata mondiale delle Migrazioni.
Il pensiero di Monsignor Beschi è così riassumibile: il timore che investe i nostri paesi a causa di una crisi economica e occupazionale, la paura di vedere limitato un tenore di vita ormai acquisito rivela in profondità la mancanza dell’essenziale, cioè dell’anima, del gusto, del senso, della profondità e della verità delle cose (il “non hanno vino” del vangelo di Giovanni). La conseguenza tangibile dell’assenza di questo “essenziale” è la difesa strenua di confini sempre più sottili, la negazione della solidarietà come esperienza di uguaglianza tra diversi. Lo slancio cristiano nei confronti dei migranti deve superare la solidarietà e mirare alla fraternità, come possibilità offerta a ciascuno di vivere la propria diversità.
In tale contesto è dunque comprensibile il richiamo all’impegno educativo nei confronti dei minori figli di immigrati, in particolare nell’ambito della formazione scolastica da intendere come “grande occasione per crescere nella comprensione dell’altro”. Mons. Beschi ha persino sostenuto che i minori sono “i nostri salvatori”, perchè salvano dalla tentazione di disumanità degli adulti.
Un messaggio importante, non rituale, non omeletico, un tentativo di scuotere le coscienze e di mettere in guardia da un certo atteggiamento pseudo-cristiano di chi ascolta la Parola la domenica ma che si assicura di mantenere la propria vita a debita distanza. Belle parole, si dirà, ma nei luoghi di lavoro è un’altra storia. Importante il richiamo sulla scuola, ma se poi in classe con mio figlio….Giusto ricordare la fraternità, ma quel vicino di casa o quel condomino però…
Assenti alla celebrazione i difensori dei crocifissi di legno, gli amministratori, che hanno ben pensato di anticipare il discorso di Mons. Beschi con una delibera di Giunta in cui inaspriscono i requisiti per l’iscrizione anagrafica degli stranieri (delibera 2/2010, 11 gennaio).
Provo a sintetizzare così il pensiero di sindaco e affini: il cittadino straniero che intende richiedere l’iscrizione all’anagrafe del comune di Telgate deve seguire la procedura dell’ordinanza n. 18 del 8/7/2009, cioè presentare il permesso di soggiorno, il passaporto, magari qualche documento che attesti lo stato civile nel paese di provenienza e i legami di parentela (ovviamente tradotto in italiano e legalizzato!), il rogito notarile o il contratto di affitto e il modulo di richiesta di residenza. La polizia locale provvede poi a fare due visite (sottolineo “due”) a casa del richiedente, per accertare che le condizioni igienico-sanitarie e di idoneità abitativa siano compatibili con i requisiti di legge, fornendo una relazione dettagliata e “analitica” di quanto rilevato. In caso lo straniero superi queste verifiche, la pratica finisce sul tavolo del sindaco-sceriffo, che ha introdotto con la nuova delibera la richiesta di un ulteriore accertamento da parte della Prefettura e alla Questura per “la verifica di sussistenza degli elementi per l’allontanamento/espulsione”, da effettuare entro i canonici 90 giorni della legge 241/90. Se poi lo straniero è comunitario ma non lavoratore, è soggetto ai requisiti della legge 30/2007, cioè deve dimostrare di avere un’assicurazione sanitaria e risorse economiche sufficienti per il sostentamento di sè e dei familiari.
Si dirà che è la legge che prevede tutto questo. Io affermo che la legge prevede solo in parte la procedura che ho descritto dianzi, che la legge stessa è citata solo parzialmente e che vengono utilizzati gli intrecci legislativi solo per introdurre una vera e propria discriminazione burocratica nei confronti dei cittadini stranieri.
La legge lascia spazio alla volontà dell’amministratore di semplificare o complicare l’iscrizione all’anagrafe e la concessione della residenza allo straniero, offre al sindaco la possibilità di aiutare il migrante a regolarizzare la propria posizione, di mettere il migrante sullo stesso piano degli altri cittadini (la “solidarietà” del messaggio di Mons. Beschi).
Ecco la contraddizione: il messaggio di fraternità del Vescovo e una prassi amministrativa discriminatoria, sprezzante nel lessico, quasi poliziesca nel considerare i nostri fratelli (sì, caro Binelle, i nostri fratelli) come dei clandestini da espellere.
Io non ci sto. Non so quale sia la condivisione dei metodi leghisti da parte dei telgatesi (piena? maggioritaria?), ma sento il dovere di ribadire che non è questo lo spirito con cui promuovere la convivenza civile, con cui ricercare, a livello pubblico, l’essenziale che sembra mancare alle nostre comunità.
Fabio Turani


gennaio 31st, 2010 at 20:42
Le contraddizioni si intendono tali quando lo stesso soggetto fa affermazioni discordanti non quando due soggetti diversi esprimono il proprio parere o azioni.
E’ “contraddittorio” come l’ appartenenza alla sinistra abbia sempre avuto insita in sé la contestazione,il rifiuto se non a volte la denigrazione della religione cattolica , vista come una ingombrante apparato che impediva la libertà individuale mentre ora viene addirittura citata come esempio di insegnamento di civiltà.
E’ contraddittorio l’atteggiamento assunto nei confronti dell’immigrazione dalla sinistra,una parte guarda al fenomeno come qualche cosa di ineluttabile e ingovernabile alla quale è fatta necessità adeguarsi,con un senso critico un po’ assopito ritiene che le condizioni di vita dei paesi di origine giustifichino comunque e chiunque ad emigrare .
L’altra parte ,probabilmente anzi sicuramente più colta e inserita ,con valori basati sulla laicità, sulla razionalità ,sull’universalità dei diritti ritiene di dover avere un atteggiamento non di mera tolleranza
ma di intervento concreto nella società italiana per adeguarla all’immigrazione.
Generalmente chi si schiera contro l’immigrazione indiscriminata e non gestita esprime molto chiaramente come intende contrastare o limitare il fenomeno incassando consensi o critiche,la sinistra si limita a dissentire o ritenere discriminatorio ogni tentativo di arginare il fenomeno senza mai dire apertamente che tipo di società auspica ,invoca una società multietnica ma è incapace di valutare le conseguenze pratiche che andranno a pesare sui cittadini italiani,guarda con disdegno e
paternalismo ogni segno di insofferenza della popolazione costretta a convivere con gli immigrati.
La cittadinanza Telgatese ha chiaramente espresso questo disagio nel modo più democratico possibile: il voto; non si può liquidare questo voto alla Lega come un semplice” atto di egoismo”
ma la conseguenza di una concessione indiscriminata proprio delle residenze a chiunque lo chiedesse. Non è utile a nessuno ostinarsi a considerare un imbarbarimento della società il legittimo
elevare scudi dei cittadini di fronte all’arrivo di popolazione da ogni dove con cui dover condividere scuole piuttosto che ospedali o posti di lavoro ma sarebbe più utile elaborare metodi per
regolare i flussi migratori per limitare gli arrivi in base alla possibilità di accoglienza .
Chiediamoci anche cosa pensano gli immigrati regolari e integrati di questo nostro modo di gestire
le cose, spesso sono loro i primi a invocare più rigore contro l’illegalità.
E’ curioso come molti a sinistra abbiano impostato la propria mente alla logica e al pensare al di fuori di schemi ma poi nella situazione contemporanea si trovino a difendere a spada tratta tradizioni o religioni di altri paesi molto più rigide delle nostre,come si conciliano il plaudire al divieto sancito dall’Europa del crocifisso in classe con il favorire la costruzione di moschee nel nome della libertà di religione?E’ come se rinunciassero alla loro capacità critica solo perché si trovano davanti a immigrati.
E’ paradossale considerare atti discriminatori la richiesta di documentazione in italiano a chi vuole risiedere qui o controllare che nell’ abitazione esistano i requisiti igienico-sanitari,verificare che non abbia precedenti penali ,che abbia risorse economiche per mantenere sè e la famiglia ,tutti noi presentiamo documenti ogni giorno per qualsiasi attività che svolgiamo senza sentirci discriminati.
Continuare a transigere sulle nostre norme per la convivenza per favorire gli immigrati non porta a una società migliore ma a una società con con più conflitti,a uno scontento della popolazione locale
e a nessun impegno a un comportamento civile da parte degli immigrati che hanno ottenuto troppo facilmente il diritto alla residenza.
Il tipo di politica locale auspicata da chi scrive l’articolo è quella attuata dalla passata amministrazione e i risultati sono sotto gli occhi di tutti,ora ci chiediamo se queste norme considerate discriminatorie fossero state applicate alcuni anni fa,come sarebbe oggi Telgate?
GRUPPO LEGA NORD FABRIZIO O AFFINI
febbraio 1st, 2010 at 16:47
Premetto che la generalizzazione di termini come “sinistra” fa dimenticare il senso del mio scritto, che rappresenta anzitutto il mio pensiero.
Contraddizione, caro Fabrizio, è di chi fa leva sulla tradizione cattolica per giustificare uno stile amministrativo discriminatorio, e lo fa coscientemente.
D’altro canto, comprendo bene che siate mossi non da un’analisi seria dei dati e delle soluzioni possibili, ma da una linea di partito predefinita (vogliamo dire chi ha scritto realmente la delibera 2/2010?). Sarebbe stato auspicabile un confronto serio su questo tema nelle sedi opportune, invece che prendere un prodotto preconfezionato e cambiare l’intestazione. Questo è il mio approccio.
Scrivere poi del “legittimo elevare scudi dei cittadini di fronte all’arrivo di popolazione da ogni dove con cui dover condividere scuole piuttosto che ospedali o posti di lavoro” si commenta da sè. Io avrei una definizione per questa impostazione di pensiero, ma non di certo la chiamerei “civiltà”.
Fabio Turani
febbraio 1st, 2010 at 18:36
Solo il fatto che tu,caro Fabio,abbia esposto questa delibera nella bacheca della sede del P.D.la dice lunga su cosa significa oggi essere di “sinistra”.
Un saluto Fabrizio
febbraio 2nd, 2010 at 10:51
Ciao Fabrizio.
Appoggio Fabio sul discorso che fai troppo generalista su quella cosa che tu chiami “sinistra”. Come detto in passato, questo sito non è il luogo adatto per fare discussioni che vanno al di la del confine Telgatese e porterebbero inevitabilmente ad infinite discussioni. Scusa ma mi pare che nel tuo discorso ci sia un po’ di confusione, nel senso che parli di “regolare i flussi migratori in base alla possibilità di accoglienza“: non mi pare che a Telgate ci fosse stata la capacità di ricevere 100 e ne siano arrivati 200…nel senso che a Telgate si è stimato ci siano tuttora alloggi disponibili per circa 800 abitanti; che poi tu o gli abitanti desiderino che questi fossero di nazionalità italiana o meglio ancora “padana” è un altro discorso di preferenza personale..Parli poi di chiedere agli immigrati regolari e agli integrati cosa ne pensano del modo di gestire l’immigrazione irregolare: anche qui non si parla di immigrazione irregolare e non ci pare, come gruppo “Progetto per Telgate” di aver mai sostenuto, favorito o legittimato l’immigrazione irregolare; in secondo luogo non ci risulta che in questi anni siano stati iscritti all’anagrafe immigrati irregolari, se così non fosse ci renda noto l’amministrazione quanti irregolari sono stati scovati da eventuali controlli.
Quello di cui alla fin fine vogliamo discutere è: siete veramente convinti che con queste tipo di delibere si combatta l’immigrazione irregolare (che porta con sè spese per la comunità relative alle situazioni tributarie irregolari)? Noi, oltre che non essere convinti di ciò siamo anzi certi che delibere come queste possano solo incentivarla.
febbraio 3rd, 2010 at 04:50
Confuso, si Carlo, adesso sono davvero confuso,parlo di “sinistra” e fraintendo,vedo una delibera comunale esposta in una sede del p.d. e generalizzo,su ..mi dite ….. parliamo di Telgate e dei vostri sistemi anti residenze…..forza ammetetelo state inasprendo i controlli,state mettendo dei paletti troppo rigidi……così rischiate di portare troppi stranieri a Telgate sai ci sono ancora 800 abitazioni libere state attenti…..e poi usare la tradizione cattolica per giustificare il tutto,tra l’altro in maniera oserei dire quasi subdola per non parlare di quei crocifissi di legno nelle aule scolastiche, tutte cose senza senso,tutte direttive di partito che non tengono conto della realtà Telgatese e dei problemi dei suoi cittadini …….scusa Carlo sono confuso e generalizzando ti chiedo: ma oggi stare a sinistra e proprio così dura…..e sempre per rimanere in tema di contraddizioni ti dice niente la parola cattocomunismo?
febbraio 3rd, 2010 at 14:26
Boh, cosa devo rispondere? Sono Carlo, del gruppo Progetto per Telgate, libero di pensare come meglio crede e libero di cambiare idea in base al variare di informazioni, fatti, vicende senza per forza dover seguire dettami di un partito o dell’altro o imposizioni da parte di terzi. Tutto qui.
Cosa vogliamo fare andare avanti per definizioni?
Se uno è favorevole all’aborto è un radicale. Se è favorevole al federalismo è leghista. Se è favorevole alla libertà di culto è comunista o di sinistra. Se non combatte con la spada l’immigrazione è cattocomunista. Se paga le tasse pur potendo, magari, tranquillamente evaderle è un pirla. Una persona potrebbe benissimo essere tutte queste cose insieme…come lo definiamo “genericamente”?
Saluti e chiudo qua
marzo 13th, 2010 at 20:22
Lo definiamo semplicemente una persona che non vuole prendere nessun tipo di posizione con la scusa di non riconoscersi in nesuun tipo movimento o idea ma in verità per essere sempre pronto a dire : io non c’entro.
Un anarchico, allora ?
No, un qualunquista.
GRUPPO LEGANORD TELGATE FABRIZIO