Progetto per Telgate

NO alla discarica ed al consumo indiscriminato del suolo!

Arriva il PGT di Telgate: le nostre valutazioni (parte 2)

Leggere i principi di riferimento del documento di piano è come prendere una boccata di aria fresca: valori fondamentali per una buona urbanistica, che traducono lo spirito vero del Piano di Governo del Territorio.

Mi soffermo su due elementi particolarmente pertinenti la realtà di Telgate:

- la sostenibilità, che la Legge declina come “la garanzia di uguale possibilità di crescita del benessere dei cittadini e di salvaguardia dei diritti delle future generazioni” (art. 2, L.R 12/2005), ma che si può semplificare con l’adozione di scelte che abbiano una prospettiva lunga, che guardino ai cittadini di domani, che non si fermino alle prossime elezioni ma che provino a pensare a chi pagherà – eventualmente- il prezzo di interventi parziali, inadeguati, irrazionali;

-  qualità delle trasformazioni territoriali, che si traduce nel principio della minimizzazione del consumo di suolo, privilegiando la riqualificazione piuttosto che l’utilizzo di aree libere. Ciò offre all’attività edilizia un nuovo spettro di possibilità, che non si risolve più nel principio della nuova costruzione a tutti i costi.

Principi sacrosanti. La lettura dei capitoli successivi del documento di piano (i cosiddetti “ambiti tematici strategici”) pare mostrare un offuscamento progressivo di questi principi.

Prendiamo come esempio il fabbisogno abitativo: il documento parte da una stima del tutto opinabile del fabbisogno residuo di alloggi (221 sino al 2020, escludendo i 180 alloggi in costruzione), a cui dedicheremo un intero articolo per mostrare come l’analisi demografica condotta porti ad una richiesta di abitazioni che non sussiste affatto.

Da questo presupposto, si suddividono i futuri interventi tra quelli di recupero dei volumi presenti nel Centro Storico (ecco la minimzzazione del consumo di suolo) e la nuova edificazione.

Quest’ultima si articola, a sua volta, in interventi di riconversione di ambiti – soprattutto produttivi- presenti nel tessuto urbanizzato e in nuovi ambiti di espansione urbana.

La contraddizione appare subito chiara: se si dichiara (pagina 20) che la superficie produttiva presente nell’abitato di Telgate ammonta a 100.000 mq, perchè si inseriscono tre nuove aree destinate ad alloggi (con una superficie totale di circa 27.000 mq)? Se si ritiene che nel lungo periodo le attività industriali che si trovano nel centro abitato si trasferiscano o si riconvertano, sarebbe stato opportuno adottare il principio del consumo-zero, cioè di assenza di nuove aree per abitazioni.

Se poi si entra nel merito delle aree industriali da riconvertire (pagina 21), si comprende come l’analisi fatta dall’architetto Tosetti sia approssimativa: dei diciotto ambiti individuati, vi sono aree dismesse da molti anni, aree in fase di dismissione o di riconversione e aree in cui vi sono attività imprenditoriali in corso che non mi risulta siano catalogabili tra gli ambiti di riqualificazione!

A ciò si aggiunga la strategia adottata nel capitolo dedicato ad industria ed artigianato (pagina 32), in cui si vincolano le suddette aree a destinazione produttiva nel breve-medio periodo (sarebbe interessante che l’architetto spiegasse se i termini “breve-medio periodo” si riferiscano ai cinque anni di vita del documento o ad un orizzonte più lungo).

L’indagine sul tema residenziale mostra dunque un limite sulla valutazione dei fabbisogni futuri -che a mio avviso non esistono- e non entra nel merito delle aree di riconversione, rispetto alle quali non offre un’idea urbanistica chiara: si incentiverà la riqualificazione delle industrie presenti nel tessuto urbano nel lungo periodo (demandando la disciplina al piano delle regole tuttora mancante), garantendo al contempo il soddisfacimento del fabbisogno di alloggi attraverso tre nuove aree residenziali.

Principi forti, ma applicazione debole su un tema assai importante per l’urbanistica telgatese.

Alla prossima puntata.

Fabio

Arriva il PGT di Telgate: le nostre valutazioni (parte 1)

Con questo articolo comincia una serie di interventi su questo blog dedicati al nuovo strumento urbanistico di Telgate. Entreremo nel merito del documento di piano, che rappresenta l’unico atto di rilevo sinora pubblicato assieme al rapporto ambientale.

In questo primo contributo, mi soffermerò su tre aspetti formali del PGT.

1. Un PGT incompleto: dei tre atti costituenti il Piano di Governo del Territorio, solo il documento di piano risulta disponibile. Il piano dei servizi e il piano delle regole non sono invece presenti tra i documenti consultabili. E’ chiaro dunque che si tratta di work in progress, un aspetto abbastanza peculiare se si pensa che sono passati quasi sette anni dalla pubblicazione della Legge Regionale 12/2005 e Telgate sta ancora aspettando il completamento della documentazione di progetto.

2. La mancata partecipazione: l’incontro organizzato il giorno 11 gennaio dal Sindaco e vice è stato il primo (e forse l’unico) momento di condivisione delle scelte da parte degli amministratori. Non esprimo giudizi di merito sull’iniziativa non avendovi aderito (anche se la maggior parte dei componenti di Progetto per Telgate erano presenti), tuttavia mi pare del tutto evidente che lo spirito di ”partecipazione e collaborazione” a fondamento del PGT – così ben descritto nel documento di piano – sia stato dimenticato. Sul concetto di partecipazione mi permetto di segnalare come esso non vada confuso con la semplice organizzazione di un’iniziativa pubblica rivolta ai cittadini e alle associazioni: ciò è scontato e soprattutto assume la forma della presentazione di un documento già scritto e confezionato. Roba già vista.

Considero partecipazione la capacità di interagire con tutte le componenti del paese capaci di fornire un contributo costruttivo; la sola assemblea pubblica riveste il ruolo di momento informativo, non formativo del PGT. Chiedere all’architetto Tosetti per conferma.

3. Un PGT strategicamente già definito: rileggendo gli atti di natura urbanistica approvati in Consiglio comunale dal giungo 2009 ad oggi, rilevo come la sottoscrizione da parte del Sindaco e di Gerimar del protocollo di intesa per la riqualificazione dell’area Gery (30 luglio 2010) e la proroga ante-PGT dell’atto unilaterale d’obbligo per la riconversione dell’immobile di proprietà CAM in via ponte Gobbo (30 novembre 2011) rappresentino scelte strategiche fondamentali che privano il PGT (e il documento di piano in particolare) del suo valore di strumento pianificatorio. Che signifcato può assumere la discussione sugli ambiti di riconversione urbana – che l’arch. Tosetti sviluppa nel documento di piano in modo esteso - quando il Committente (la Giunta comunale) ha già operato e fatto approvare in Consiglio le scelte?

Premesse non molto promettenti, per i contenuti dei prossimi articoli.

Un saluto a tutti.

Fabio

Mercoledì 11 si parla di PGT; martedì 10 ancora sulla discarica

Cari amici,

vi segnalo due importanti iniziative che si svolgeranno la prossima settimana:

1- un’assemblea pubblica presso la Sala Civica del Comune di Palazzolo sull’Oglio sul tema: “Discarica di Telgate un anno dopo – le (nuove) ragioni del no”. L’incontro informativo, organizzato dai circoli PD di zona, si terrà alle ore 20.45 e prevede un mio intervento e il contributo più ampio di Angelo Bergomi, vice-Sindaco di Rovato e responsabile ambiente per il PD bresciano. Trovate il volantino in fondo a questo articolo.

2- la presentazione degli atti del nuovo Stumento Urbanistico di Telgate, alle ore 20.30 di mercoledì presso il Centro Biennati. E’ un momento di consultazione pubblica promosso dall’Amministrazione comunale.

Due buone ragioni per partecipare ad iniziative su altrettanti temi fondamentali per il nostro paese.

Un saluto

Fabio

Auguri di buon anno e alcuni (buoni) propositi

Esprimo anzitutto i migliori auguri di un felice 2012 a tutti i lettori del blog (quest’anno siete stati moltissimi).

L’utimo articolo dell’anno è inevitabilmente dedicato alla rilettura degli avvenimenti della politica telgatese, che credo sia stata fortemente incentrata sul progetto della cava-discarica ATE g39. Abbiamo dedicato ben 32 dei 71 articoli di questo sito a questo argomento -nel solo 2011-, portando il tema in consiglio comunale per due volte (11 marzo con la proposta di parere ostativo e 16 dicembre con un’interrogazione  e una mozione sospensiva del progetto) e inviando un nostro foglio informativo a tutte le famiglie telgatesi il 28 luglio scorso.

L’attenzione che questo argomento ha suscitato nei tre paesi interessati e sulla stampa è comparabile al forte impatto ambientale dell’opera, che non esito a definire un’autentica iattura per il nostro Comune. Continuo a sostenere che l’assenza di dialogo tra i tre Sindaci rappresenti un elemento di forte debolezza nel contrasto al progetto di discarica, lasciando spazio ad iniziative isolate e, talora, di natura esclusivamente propagandistica.

Il 2012 sarà l’anno decisivo per l’autorizzazione dell’ATE g39, nelle sue componenti di cava e discarica; l’assessore regionale Belotti ha espresso chiaramente l’intenzione di non fermare alcun procedimento in corso, nonostante l’inchiesta-rifiuti della Procura di Brescia abbia chiaramente mostrato la fragilità dei meccanismi autorizzativi e di controllo sulle discariche. The show must go on, fanno sapere da Provincia e Regione, quindi presumo che l’anno nuovo richiederà nuove iniziative di mobilitazione da parte del fronte antidiscarica.    

Nel contesto della cava-discarica ATE g39, segnalerei la costituzione -a marzo 2011- del Comitato popolare “No alla discarica di Telgate” (cui orgogliosamente appartengo), un’iniziativa civica che nasce, diciamo così, dall’assenza di condivisione delle scelte da parte della politica locale. Sbaglia chi classifica questo comitato come un gruppo di cittadini che si sono organizzati perchè direttamente coinvolti dall’eventuale discarica; si tratta invece di un’esperienza di singole persone che hanno avvertito la sottovalutazione di un importante tema ambientale da parte di chi amministra, decidendo così di mettersi in gioco in prima persona.

Credo che queste esperienze pre-politiche (nel senso nobile del termine) siano del tutto positive, soprattutto quando si fanno carico di un tema di interesse collettivo.

Ecco dunque i due argomenti cardine dell’anno che viene: la partecipazione dei cittadini alle scelte strategiche del paese di Telgate e la sostenibilità delle stesse. Questi due aspetti hanno delineato la differenza di approccio tra l’amministrazione in carica e il nostro gruppo: la prima sostiene che chi vince le elezioni amministra e adotta le decisioni che ritiene opportune sulla base del programma elettorale. Noi crediamo invece nell’apertura a tutte le forze del territorio che intendono dialogare costruttivamente, essendo disponibili a mettere in discussione le nostre proposte sulla base dell’evoluzione economica e sociale del paese.

Non si tratta di parole di circostanza, ma di una diversa prospettiva: talune scelte -soprattutto in materia urbanistica- non sono più sostenibili facendo un’analisi a distanza di due anni e mezzo dalle elezioni 2009. Sarebbe giunto il momento di ammetterlo e di focalizzare l’attenzione su iniziative più sobrie, fattibili ed utili per il paese di Telgate.

Noi proveremo anche il prossimo anno a dare il nostro contributo, augurandoci che la comune esperienza politica con gli altri telgatesi impegnati nelle varie formazioni possa essere più costruttiva e, oserei dire, formativa.

Fabio

Bagarre a Palazzolo; ma la mozione antidiscarica passa

Un momento "caldo" del consiglio comunale di Palazzolo (il Sindaco se ne va)

Chiedo anzitutto perdono ai lettori per aver atteso il giorno di Natale per informarvi circa l’esito della mozione antidiscarica nel consiglio comunale di Palazzolo sull’Oglio.

La ragione è legata alla doppia seduta di consiglio che si è resa necessaria per giungere ad una versione condivisa della mozione. Ma il risultato è stato sofferto, eccome.

Il gruppo di minoranza del Partito Democratico palazzolese ha infatti presentato un testo molto simile a quello sottoposto dal nostro gruppo nella seduta del consiglio del 16 dicembre scorso. Il Sindaco Sala ha proposto una sua versione della mozione, che differiva dal testo del PD per due ragioni basilari:

1. il Sindaco poneva come premessa della mozione la sentenza del TAR 1447 con cui si annullava il piano cave della Provincia di Bergamo, non accettando alcun riferimento alle indagini in corso. Come a dire: siamo contrari, ma l’inchiesta sul traffico di rifiuti non è pertinente e dunque non va menzionata. Un’impostazione chiaramente inaccettabile, perchè avrebbe sottratto alla mozione un elemento cardinale.

2. la mozione chiedeva l’improcedibilità della cava-discarica di Telgate, non la sospensione dei procedimenti. Questione di lana caprina per alcuni, ma a nostro avviso basilare, visto che i procedimenti in corso non sono fermi, anzi. Come si può chiedere di non procedere quando Regione Lombardia ha impugnato la sentenza del TAR?

La proposta del Sindaco Sala non è stata dunque accolta dalla minoranza, che, particolare non trascurabile, a causa delle numerose assenze nella maggioranza garantiva il numero legale alla seduta.

Morale? Non trovando un accordo sul testo della mozione, il gruppo PD ha abbandonato la seduta, facendo mancare il numero minimo di consiglieri.

Sentendosi tradito, il Sindaco è andato su tutte le furie, chiedendo che la sua mozione fosse approvata comunque. Mancando il numero legale, la richiesta è stata bocciata dal presidente del consiglio comunale. Seduta sospesa e Sindaco che urla contro tutti, contro il PD, contro i suoi, contro chi non decide in favore dei cittadini. Una furia incontenibile.

Segnalo che i toni si sono accesi quando l’assessore Raccagni ha sostenuto che il suo incontro a Telgate con Azienda Verde, gli altri legisti di zona e l’assessore regionale Belotti era solo una normale riunione di militanti. Increduli i presenti (io compreso): non pensavamo infatti che alle “riunioni dei militanti” partecipasse anche il futuro gestore della discarica…. Una sortita infelicissima.

Passati trenta minuti dalla sospensione del consiglio, il presidente ha proceduto al riconteggio dei presenti, rilevando come fossero rimasti solo quattro-cinque consiglieri. Tutti a casa.

Il consiglio è stato riconvocato (in seconda seduta) giovedì sera, offrendo il tempo ai gruppi consigliari di trovare una forma condivisa del testo della mozione. Vi allego la versione finale, che è del tutto ragionevole e che rappresenta il miglior compromesso tra le varie proposte.

Il Sindaco e l’assessore Raccagni non hanno partecipato alla seconda sessione consigliare: doveva essere troppo pesante approvare un testo in cui si citano le indagini e si chiede una sospensione (ancorchè subordinata alla richiesta di improcedibilità).

La mozione è stata comunque approvata da tutto il consiglio, un gran risultato per la campagna contro la discarica.

Palazzolo e Palosco si trovano dunque unanimemente contro il progetto ATE g39, mentre a Telgate la maggioranza non ha voluto aderire al fronte contrario, lasciando aperte tutte le strade. Un peccato, perchè se i tre Comuni avessero intrapreso la stessa iniziativa sarebbe stato difficile approvare un progetto con la ferma contrarietà di 30.000 abitanti.

Auguri a tutti di Felice Natale e appuntamento alle prossime puntate di questa campagna.

Fabio

Mozione Cava Telgate

Non passa la mozione anti-discarica; e Palosco sorpassa

La mozione presentata dal nostro gruppo e Telgate Viva per chiedere a Regione Lombardia la sospensione del procedimento di valutazione di impatto ambientale della discarica ATE g39 è stata bocciata dalla maggioranza.

Bastava leggere l’intervista rilasciata venerdì scorso dall’assessore regionale Belotti a L’eco di Bergamo per capire che i nostri avrebbero seguito la linea di partito: i procedimenti di cava e  discarica vanno avanti, ha sostenuto Belotti, perchè la volontà politica non basta e Azienda Verde ha presentato legittimamente un progetto di recupero di una cava. Punto.

I nostri hanno provato ad aggiungere che semmai ci sono sentenze del TAR (pendenti) che possono azzerare il piano cave, e che il consiglio non può attribuirsi il compito di chiedere sospensioni.

Sarà che la cronaca giudiziaria che trova spazio sulle prime pagine dei giornali locali dal 30 novembre scorso ad oggi non sfiori lontanamente i nostri amministratori, ma sostenere che in queste tre settimane non sia successo nulla è francamente suggestivo.

Proverei a tradurre il mio punto di vista in questa forma semplificata: con quale credibilità potrebbe -oggi- un Sindaco annunciare ai cittadini che è stata rilasciata l’autorizzazione di una discarica e che tutto è stato fatto in modo trasparente? Come potrebbe convincere gli stessi cittadini che il percorso autorizzativo (dalla Regione in poi) è stato limpido, che tutte le verifiche sul progetto sono state compiute e che i controlli sui rifiuti verranno eseguiti con puntualità e rigore? 

Mi pare del tutto evidente che la credibilità (ripeto il termine) delle istituzioni sia stata compromessa dall’inchiesta in corso, e che non si possa nascondere che sia giunto il momento di introdurre criteri ben più stringenti di quelli sinora adottati.

Occorre però superare il Cherio per avvertire un altro clima politico: il Sindaco Pinetti ha presentato sabato mattina l’ennesimo ordine del giorno contro il progetto di discarica, e ha chiesto e ottenuto che il consiglio comunale approvasse all’unanimità (udite udite) le osservazioni tecnico-legali del Comitato antidiscarica! Consenso unanime e azione conseguente di trasmissione del parere agli enti competenti.

Anche il Sindaco Pinetti sarà forse in preda come noialtri a paranoia (nuovo epiteto giornalistico di chi si oppone alla discarica), ma il fronte dei paranoici comincia ad essere ben più numeroso di quello degli allineati. Quanti altri pareri contrari dobbiamo raccogliere prima che l’assessore regionale si convinca che c’è un problema con la discarica di Telgate?

Fabio

Si allarga la protesta anti-ATE g39

Si è tenuta ieri sera presso la sede del Partito Democratico di Palazzolo sull’Oglio la conferenza stampa dei coordinatori dei circoli PD di Telgate (il sottoscritto), Palazzolo, Palosco e Grumello del Monte per illustrare la posizione comune sull’inchiesta riguardante il traffico di rifiuti e i suoi riflessi sul nostro territorio.

Ne è sortita una dichiarazione congiunta, che vi allego, nonchè l’importante iniziativa di presentare la mozione sospensiva del progetto ATE g39 nei consigli comunali di Telgate (domani sera), Palosco (sabato mattina alle ore 9.30) e Palazzolo (martedì sera alle ore 20.30). Il consigliere regionale Barboni ha illustrato il testo dell’analoga mozione che verrà discussa nella prossima seduta del consiglio regionale (firmatari Martina-Barboni).

Interessante inoltre segnalare la forte iniziativa del gruppo di minoranza Grumello Democratica, che ha sottoposto un’interpellanza al consiglio comunale di lunedì 19 dicembre per chiedere il controllo di alcuni siti comunali.

Trovate tutte le proposte nel file allegato. Ciò che osservo è l’allargamento della protesta alle forze politiche dei paesi interessati (addirittura a  Palosco la discussione dell’ATE g39 è proposta dal Sindaco stesso), che stanno convergendo trasversalmente sul rigetto del progetto di discarica.

Un buon segnale.

Fabio

Dichiarazione stampa conferenza 14 dicembre 2011

Telgate festeggia il volontario dell’anno

Domani sera Giovedi 15 Dicembre alle 20.45 in Sala parrocchiale si terrà il festeggiamento della comunità di Telgate per Riccardo Giavarini, che ha ricevuto dal Presidente della Repubblica il premio come volontario dell’anno 2011 (della Focsiv) per “l’impegno contro ogni forma di povertà ed esclusione e per l’affermazione della dignità e dei diritti di ogni donna e uomo“.

Conosciamo tutti Riccardo e il suo impegno nella costruzione del centro di recupero e reinserimento di giovani detenuti del carcere di San Pedro a La Paz (Bolivia), e non possiamo che esprimere gratitudine per il suo inossidabile impegno in America latina.

Il momento di festa, al cui interno credo vi sarà spazio per la sua testimonianza, è organizzato dal Gruppo Missionario parrocchiale, ed è aperto a tutti i cittadini.

Doveroso rilanciare l’iniziativa anche da questo blog.

Fabio

Autorizzare e controllare le discariche: ecco alcune lacune (secondo me)

Gli avvenimenti di queste settimane sul traffico di rifiuti e l’autorizzazione di discariche pongono due quesiti basilari, che interessano direttamente la discarica ATE g39 di Telgate:

1. quale ente è preposto al rilascio dell’autorizzazione per l’esercizio di una discarica?

2. Chi è incaricato dei controlli?

La prima domanda è di semplice risposta: Regione Lombardia, ente competente secondo il Codice dell’Ambiente, ha trasferito la funzione di approvazione dei progetti alla Provincia (di Bergamo, nel nostro caso), che è a tutti gli effetti ente responsabile del rilascio delle autorizzazioni. La Valutazione di Impatto Ambientale, se richiesta, è comunque in capo alla Regione.

Il lettore attento potrebbe aggiungere: secondo quali criteri? Questa risposta è molto più complicata, e rivela la prima debolezza nella gestione dei rifiuti in Lombardia: sebbene la Regione e la Provincia stabiliscano i criteri localizzativi, spetta ai soggetti privati proporre dove ubicare una discarica nelle aree che l’ente pubblico ha definito ”idonee”. Ciò avviene presentando un progetto che dimostri come la realizzazione di una discarica a Telgate (poniamo) sia compatibile con i criteri provinciali.

Ma questo induce i soggetti privati in tentazione; dato che la Provincia non stabilisce con precisione territoriale l’ubicazione delle discariche, il privato può infatti adottare la seguente strategia: compra un terreno vicino alla Cascina Fabbrica, chiede che venga inserito nel piano cave, propone di ripristinare la cava a piano campagna e, approvato il piano cave, presenta ex post il progetto di discarica. La sua logica è perfetta: la mia intenzione - sostiene il proponente – non è di realizzare una discarica, ma di recuperare una cava esistente, anche se l’escavazione non è cominciata! 

E’ la storia dell’ATE g39, cari lettori.

La seconda domanda pone un tema rilevante: supponendo che il soggetto privato ottenga l’autorizzazione a realizzare la discarica, quali enti sono preposti al controllo?

Nell’audizione in Consiglio provinciale, il dott. Confalonieri ha fornito la risposta corretta: è il gestore stesso. In realtà la legge prevede che la caratterizzazione del rifiuto e la verifica di conformità siano eseguite dal produttore del rifiuto e dal gestore della discarica, con una frequenza pari almeno ad una volta l’anno (una frequenza superiore può essere richiesta dalla Provincia), e comunque ogni volta che il rifiuto proviene da un nuovo processo. L’autorità tecnicamente competente a svolgere i controlli sui campioni prelevati da ogni lotto è ARPA, che però opera sulla base di una convenzione con la Provincia di Bergamo.

Ciò significa che se la Provincia di Bergamo ha stabilito un numero limitato di controlli con ARPA (su tutti gli impianti provinciali!) perchè i fondi disponibili sono scarsi, i controlli potrebbero essere pochissimi.

Questo mette in evidenza un’altra lacuna nella gestione dei rifiuti: il controllo da parte di un’autorità indipendente e tecnicamente attrezzata su una discarica come quella telgatese potrebbe essere minimo. Considerate questo dato: l’ATE g39 accoglierebbe da un minimo di 550 metri cubi ad un massimo di 1800 metri cubi di rifiuti al giorno. Individuare un eventuale traffico illecito di rifiuti sarebbe pressochè impossibile; in tal senso l’introduzione del SISTRI a partire da febbraio 2012 rappresenta, secondo me, solo un palliativo.

I fatti di questi giorni aumentano le preoccupazioni su questi due temi: l’ipotesi di corruzione degli enti incaricati del rilascio delle autorizzazioni e il mancato controllo dei conferimenti negli impianti di trattamento (di cui la stampa sta dando ampio resoconto) fanno temere anche per il progetto della discarica di Telgate: per questo abbiamo sollecitato un’azione unanime (sospensiva) del consiglio comunale. 

Fabio

Perchè sulla discarica di Telgate non abbasseremo la guardia

I risultati delle indagini della Procura di Brescia su traffico di rifiuti e corruzione stanno mettendo in luce che la gestione dei rifiuti in Regione Lombardia va depurata da una presunta rete di intrecci, apparentemente ben consolidata, che ha reso i procedimenti di autorizzazione delle discariche e i controlli successivi assai poco credibili.

Sono sinceramente sorpreso dall’apprendere che alcuni lettori non abbiamo compreso il legame tra le indagini in corso e la nostra richiesta di convocazione di un consiglio comunale straordinario dedicato all’ATE g39. Vi fornisco alcune buone motivazioni che partono da Cappella Cantone nel Cremonese.

1. Le analisi tecniche sui livelli di falda: secondo l’accusa, nella discarica di Cappella Cantone si sarebbe cercato di falsificare i dati dei piezometri attraverso l’omissione di alcuni valori che sarebbero risultati compromettenti. Come si può ritenere che il proponente di un progetto di discarica ammetta che alcune analisi idrogeologiche non diano i risultati voluti? E che magari le riporti nel suo studio di impatto ambientale? In assenza di controverifiche, tutte le analisi ambientali sono inattaccabili!

2. Il ruolo dei proprietari dei terreni limitrofi: ho letto sui giornali cremonesi che il gestore della discarica avrebbe “convinto” gli agricoltori dei terreni confinanti a non irrigare nei periodi di innalzamento della falda. Fate voi le riflessioni dal caso, mi permetto di fare un plauso a chi resiste (anche a Telgate) di fronte ad una potenziale discarica fuori casa. Diversi fanno parte del comitato ”no alla discarica di Telgate”, e vi garantisco che non è una sfida da poco.

3. La “resistenza” dei funzionari regionali: dalle intercettazioni pubblicate sui giornali, pare che la fase “politica” di approvazione dei progetti di discarica non fosse un problema. Uno degli indagati arriva a sostenere che “quella gente lì (inteso, i politici, ndr), sono capaci anche di dare botte da sopra”…”però se i funzionari non lo fanno, non puoi mica obbligarli”. Il problema sono i funzionari, cioè i responsabili dei procedimenti, che hanno il compito di leggere la documentazione, verificarne la compatibilità con la normativa tecnica e con le leggi in vigore, evidenziare le lacune. Lunga vita a quei tecnici che lavorano nelle istituzioni e tutelano l’ambiente e la nostra salute; ma la politica è così facilmente raggirabile?

Ecco perchè abbiamo chiesto un consiglio straordinario, per chiedere che la politica locale dimostri di avere operato in trasparenza e per proporre la sospensione dei procedimenti relativi alla discarica di Telgate, in attesa che le istituzioni regionali riacquistino credibilità. Non si tratta di una richiesta generica, ma di una proposta operativa alla maggioranza leghista di riaprire (o far riaprire) il fascicolo ATE g39. 

Chi ha seguito la vicenda della discarica di Telgate lo sa benissimo: con un piano cave più volte azzerato e con un’inchiesta in corso di queste proporzioni, stare fermi a guardare sarebbe clamoroso.

Fabio

P.S. vi allego il testo dell’interrogazione e della mozione presentate da Progetto per Telgate e Telgate Viva.

Mozione sospensiva ATE g39

Interrogazione ATE g39